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    Lieto annuncio;-)

     

    Cari amici,gli Elfi vi danno un lieto annuncio!Dopo un lungo ed estenuante parto,vede finalmente la luce la neonata"Elven's Top 100",la mia seconda Toplist.Essa è stata creata con l'intento di venire incontro a coloro che volevano un po di sana(e gratuita,che non guasta mai di questi tempi!)pubblicità per i loro siti/Forum ed avevano delle difficoltà ad iscriversi alla mia prima Top100(quella su Root-top,per intenderci).Questa nuova Top è infatti interamente in italiano ed abbastanza facile da consultare!La vecchia"Elvenpath Top 100"rimarrà sempre in funzione e sarà rivolta sempre più ad utenti internazionali(Gli iscritti stiano quindi tranquilli:la vecchia Top continuerà imperterrita il suo onorato servizioLinguaccia).Anche in questa nuova Top 100 ci saranno tanti premi per i partecipanti...In più,saranno assegnati ben 50 voti OMAGGIO ad ogni nuovo iscritto:una bella spintarella iniziale,no?Animoticon.La nuova Top100 è inoltre iscritta ad un ottimo sistema di scambio visite che assicurerà a tutti gli iscritti una veloce e rilevante visibilità anche oltre i confini nazionali!Spero aderirete in tanti,come avete fatto con la precedente...Adesso non ci sono più scuse:se volete aumentare la visibilità del vostro spazio web e siete allergici alle lingue straniere,la soluzione si chiama ELVEN'S TOP100!Sorriso(Cliccate sul banner verde per visitarla!)


     

    Terremoto in Abruzzo:AIUTIAMOLI!

     Come molti di voi avranno appreso tramite le tv e il web un terremoto, di magnitudo 5,8 Richter, ha colpito poco dopo le 3.30 l'Abruzzo e avvertito anche nel centro Italia. Oltre un centinaio di repliche. Nel capoluogo abruzzese sono crollati edifici. Oltre 200 sono le vittime e tanti i dispersi. I soccorsi sono stati rapidi e tuttora la macchina della solidarietà è a pieno regime.

    I blog e i siti devono tenersi per mano e come una catena possono così aiutare chi ha bisogno. Ognuno di noi può dare il suo contributo! Chi ha un blog o un sito scriva un articolo facendo semplicemente copia e incolla dal mio, riportando così il codice IBAN per un versamento (anche minimo, è sufficiente un gesto), l'intestazione e la causale del versamento, che trovate qua sotto. I dati di cui avete bisogno sono:

    CODICE IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387

    INTESTATO A: MEDIAFRIENDS

    CAUSALE DEL VERSAMENTO: " TERREMOTO ABRUZZO"

    Per inviare beni di prima necessità potete chiamare la protezione civile allo 06 68201.

    Caritas: Accanto ai primi soccorsi, la Caritas Italiana ha anche aperto un conto corrente presso la Diocesi di Roma.. È possibile contribuire alla colletta di solidarietà con versamenti sul c/c postale 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004) intestato a CARITAS DIOCESANA DI ROMA, specificando nella causale "Terremoto Abruzzo".

    Croce Rossa: Per effettuare donazioni alla CRI si posso utilizzare i seguenti sistemi:
    - Conto Corrente Bancario C/C Bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 Causale Pro terremoto Abruzzo
    - Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a: «Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma c/c postale n° 300004 Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Causale Promo Abruzzo . - E possibile effettuare anche donazioni on line attraverso il sito web della CRI all'indirizzo www.cri.it/donazioni.html

    Le banche: Per portare un primo aiuto UniCredit Group ha aperto un conto corrente. Chiunque voglia contribuire e dare un aiuto e un sostegno alle popolazioni e ai territori colpiti dal sisma potrà, anche attraverso Internet, Bancomat o direttamente in agenzia, utilizzare questo Conto corrente intestato a "Solidarietà terremoto Abruzzo", aperto presso UniCredit Banca di Roma IBAN: IT 96 S 03002 05132 000414414414.
    Anche Banca Monte dei Paschi di Siena ha avviato una raccolta fondi. Chiunque voglia contribuire alla raccolta di solidarietà può effettuare un versamento sul conto corrente intestato «pro-terremotati Abruzzo» - coordinate bancarie IBAN IT 33 E 01030 14200 00008620017 -, appositamente aperto da Banca Mps. Le donazioni sono esenti da qualsiasi spesa o commissione. È possibile eseguire i versamenti anche attraverso il call center di Banca Mps, mediante bonifico o addebito su carta di credito, chiamando il numero verde 800414141.
    Sono stati aperti anche presso le banche del Gruppo Intesa Sanpaolo tre conti correnti per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto intestati a:
    - «Un aiuto subito-Terremoto dell'Abruzzo» promosso dal Corriere della Sera-Gazzetta dello Sport-City, con codice Iban IT03B0306905061100000000144.
    - «Mediafriends onlus» promosso da Mediaset, con codice iban IT41D0306909400615215320387
    - «Caritas», con codice iban IT13R0306905032000009188568

    Banca Mediolanum ha aperto un conto corrente sul quale sarà possibile convogliare gli aiuti: le coordinate sono le seguenti: c.c. n° 1800000 Banca Mediolanum per l'Abruzzo IBAN IT72D0306234210000001800000

    Poste Italiane: è attivo il conto corrente 10 40 0000 che Poste Italiane ha messo a disposizione per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, su richiesta della Regione Abruzzo. I sottoscrittori potranno versare i loro contributi in tutti i 14 mila uffici postali attraverso bollettino di conto corrente postale o direttamente on line.

    Anche la Fondazione Banco Alimentare Onlus ha attivato alcuni immediati canali a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto: conto corrente postale N. 28748200, intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus, causale: emergenza terremoto Abruzzo. Per tutte le informazioni, è stata aperta anche una pagina Web:
    http://www.bancoalimentare.org/comeaiutarci/terremoto.php


    Si sono,infine,accordate Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, insieme alla  Protezione Civile, per agevolare la raccolta di fondi a favore della popolazione abruzzese colpita dal sisma.

    Per donare 1 euro basta inviare un SMS al numero 48580. E' anche possibile fare la donazione mediante telefono fisso: selezionando il numero 48580 da telefono fisso Telecom Italia si doneranno 2 euro.


    Ringrazio tutti per l'attenzione.

    Il vero Regalo...

     

    Guardiamoci negli occhi... 

    scopriremo che non sono i "balocchi" a scaldarci il cuore,

     ma l'amore, la comprensione,

    l'affetto sincero di un amico vero,

    una stretta di mano, un bigliettino di uno zio che è lontano,

    un dolce preparato dalla nonna,

    le note di una ninna nanna lontana 

    che la mamma ci cantava da piccini...

    e allora invece del solito "pensierino",

    quest'anno regaliamo un po d'amore,

    avvolto con la carta dell'emozione,

    con un abbraccio al posto del nastrino

    e con in mano un bel fiorellino.

     

    Cari amici,vi faccio i miei più sentiti auguri di Buon anno qui',in questo post,vista l'esigua disponibilità di tempo...

    Non vi ho abbandonato:ognuno di voi ha sempre un posticino importante nel mio cuore..e sempre lo avrà!

    Grazie della vostra preziosa amicizia:non potevo sperare in un regalo migliore per questo Capodanno!

    By Ale

     

    Award"Innovazione Blog"

     

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    2°classificato nella categoria

    "Directory Innovazione Blog"

    Novembre/Dicembre 2008":

     

     

       

     

    1°classificato nella categoria

    "Directory Innovazione Blog"

    Agosto/Settembre 2008":

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    Ringrazio la splendida directory"A little dream"

    (per visitarla,cliccate sull'Award!)

    per questo fantastici premi!!!

     

    Angel

     

    Il risveglio fu brusco, improvviso, nella stanza quasi completamente buia. Aveva fatto un brutto sogno e sentiva ancora dentro lo spavento; avrebbe voluto chiamare la mamma, ma si trattenne, perché gli sembrava di scorgere qualche cosa. Cercò di mettere a fuoco, poi strabuzzò gli occhi: accanto al letto, sul pavimento s'indovinava una figura raggomitolata su se stessa, un altro bimbo come lui, anche se assai diverso. Aveva i capelli biondi, con tanti boccoli, una tunica bianca e dalla schiena uscivano ripiegate delle candide ali: un angelo...un angelo dormiente!

     Fece per gridare, ma si trattenne; allungò una mano e scosse quel corpo che al tatto gli parve inconsistente. L'angelo emise uno sbadiglio, poi si volse verso il bimbo, guardandolo negli occhi.

    - Ciao Khabir, scusami, ma anche gli angeli ogni tanto si appisolano, e poi tu dormivi tanto profondamente che ho pensato non fosse necessario vegliare su di te.

    - Ma tu, tu, sei un angelo?

    - Certo, sono il tuo angelo custode e starò sempre accanto a te.

    - Avevo sentito questa storia degli angeli custodi, ma non ci credevo, perché aveva il sapore di una favola.

    - E invece, come puoi vedere, non è una fiaba.

    - Grandioso!

    E nel dire questa parola, alzò un po' troppo la voce; si udirono allora nell'altra camera dei movimenti frettolosi, infine fu accesa la luce e sulla porta apparvero i genitori.

    - Non stai bene, piccolo?

    - No, stavo parlando con il mio angelo custode; ecco, vedete, è di fianco a me.

    La madre sorrise, si avvicinò al letto e, carezzando la fronte del suo piccolo

     - Non c'è nulla, è stato solo un sogno. Ora dormi, perché è ancora notte fonda.

    Appena usciti e spenta la luce, Khabir bisbigliò

    - Non ti hanno visto, forse davvero sto sognando.

    - No, ci sono e tu mi vedi, solo tu però, perché l'angelo custode non può essere scorto se non dal suo padroncino e purché abbia l'animo puro. Ora ascolta il consiglio della mamma e dormi, da bravo.

    Da quella notte, Khbir e il suo angelo furono inseparabili, giorno dopo giorno, ma mentre il bimbo cresceva, si sviluppava, diventava un uomo, il suo compagno restava sempre uguale, come se il tempo per lui non passasse mai. Quando aveva bisogno di un conforto, di risolvere un problema,Khabir sapeva a chi rivolgersi e anche se spesso il suo consigliere risultava profondamente addormentato, tanto da doverlo svegliare con uno strattone, le risposte venivano precise, puntuali, pertinenti e, soprattutto, valide. Non aveva fatto più cenno a nessuno del suo amico invisibile, perché l'importante era che ci fosse per lui, e non mancarono le occasioni perché l'aiuto dell'angelo fosse importante, qualche volta creando anche situazioni imbarazzanti, come in occasione del suo matrimonio. Alla classica domanda"Khabir, tu vuoi prendere per sposa la qui presente Ester?", rimase un attimo silenzioso, nell'attesa di una risposta del suo amico, come al solito addormentato. Fra lo stupore generale dei presenti, allungò allora una mano nell'aria e solo quando l'angelo annuì con la testa, gridò il fatidico "sì".

     Gli anni passarono, con l'angelo sempre presente, fino a quando un giorno Khabir, ormai vecchio e malandato, avvertì chiaramente che la vita gli sfuggiva; ormai, quasi incosciente, e con la vista ottenebrata, volse lo sguardo intorno al suo letto e scorse la moglie, i figli, gli amici più cari,tutti riuniti attorno a lui...ma non il suo angelo.Sospirò tristemente,chiuse gli occhi e finalmente lo vide: sorridente, gli tendeva la mano e lo invitava a seguirlo in un corridoio di luce accecante. Si sentì straordinariamente leggero, mentre, tenendo quella mano, si avviava verso l'eternità...

     

     

      Per questo post

    ho conseguito il seguente premio:

     

      Grazie di vero cuore alla directory  STRAWBERRYFIELDFOREVER

    per questo prestigioso riconoscimento!

     

     

    AWARD"TOP STRAWBERRY WRITHE"DI LUGLIO

     

     

     Top Strawberry Write di Luglio:

    Grazie infinite alla favolosa directory 

     STRAWBERRY FIELD FOREVER 

     

    intervento premiato: UN AMORE IMPOSSIBILE  

     

     

    PS:GRAZIE A TUTTI I MIEI AMICI BLOGGHISTI

    X ESSERMI SEMPRE STATI VICINI CON I LORO MESSAGGI

    DURANTE LA MIA ASSENZA"VACANZIERA":

    SIETE DEI TESORI RARI!

     

    VI VOGLIO BENE,

    ALE

     

     

    UN AMORE IMPOSSIBILE

     

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    Tornò a farle visita anche quella notte, come tutte le notti.

    Si avvicinò al letto, sentì il suo respiro lento e regolare;le si avvicinò piano per non disturbarla, e,con un gesto leggero,le posò una mano sulla nuca, accarezzandole i folti e umidi capelli neri che aveva sparsi disordinatamente sul cuscino… Le sussurrò dolci parole nell’orecchio, con la sua voce calda e profonda, le promise che sarebbero stati sempre insieme, che non si sarebbero mai divisi, per l’eternità...

    La ragazza si svegliò nel suo letto. Aveva ancora fatto quel sogno assurdo. Si alzò per andare a chiudere la finestra aperta da un'improvvisa folata di vento. Faceva molto caldo, così andò in cucina a dissetarsi: attraversò il corridoio,con la strana sensazione di essere osservata;bevve avidamente un bicchiere di spremuta di pompelmo,dopodiché si infilò nuovamente nel suo letto. Stava per riprendere sonno, quando sentì del vento freddo permearla fino alle ossa!

     Sbarrò gli occhi e si girò verso la finestra, ma era chiusa... Rigirò il viso e, sul cuscino davanti a lei, era adagiata una rosa nera: la profondità del nero si distingueva dal buio della notte: era intenso, innaturale. Impaurita, la ragazza accese tutte le luci, controllando ogni singolo anfratto della casa, ma non c’era nessuno oltre lei, e nulla era fuori posto. Tornò a letto e prese la rosa nera; la osservò girandola, ma si punse con una delle sue spine: dal dito ferito uscì una lacrima di sangue rosso, che si apprestò a pulire con un lembo del lenzuolo. Impaurita e inquieta, si rannicchiò fra le lenzuola coprendosi fin sopra la testa, lasciando scoperto solo parte del viso,per respirare.

    Lui la guardò riprendere sonno,con occhi malinconici. Continuò a guardarla mentre si avvicinava alla finestra; prima di andare, si girò nuovamente verso di lei: sapeva che quella era l’ultima volta che si vedevano.

    Sospirò.

    Aprì la finestra.Si gettò,ma non poteva morire. Era condannato a vivere in eterno, a pensare a lei in eterno, pur sapendo che lei non avrebbe mai neanche saputo della sua esistenza. Così, fra i palazzi che si stagliavano nel nero della notte, correva; passò in mezzo alla gente che non poteva vederlo…

    Era solo,in quella soffocante notte di Luglio; l’aria passava veloce attraverso i suoi lunghi capelli neri, mentre camminava tra la gente: come erano precarie le loro vite, così brevi,cosi' insignificanti! Guardavano le vetrine, sbuffavano per il caldo, litigavano per futilità, e non si accorgevano di quanto il tempo passasse veloce e portasse via le loro vite,come faceva il vento con le foglie secche di un giardino spoglio.

    Passando fra le persone notò la luce accesa in una casa: stranamente qualcuno era ancora sveglio a quell’ora della notte.

    Si avvicinò ad essa e scorse una giovane ragazza che scriveva su un piccolo foglio sgualcito, con tale foga da suscitare il suo interesse. Entrò nella piccola stanzina e lesse sul foglio ciò che la ragazza scriveva: rimase stupito! Era la sua storia, la storia di quella medesima sera, del suo amore impossibile! Distolse lo sguardo dal racconto e fissò la ragazza che, accortasi dell’uomo, smise di scrivere e lo fissò a sua volta:quella ragazza poteva vederlo!

    Dopo alcuni sguardi reciproci e increduli, lei posò la penna sul tavolo, piegò il foglietto e glielo diede,dicendogli: " Questa è solo una piccola parte della tua eterna storia e di quella di lei, ma in questo racconto sarete uniti per sempre!" Lui sorrise, la baciò sulla fronte e uscì dalla stanza, sparendo tra la folla e il buio di quella calda notte d’estate...

                 

                    

    LA STORIA DI FREDA E THOMAS

      

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    Una radio accesa,sintonizzata su una frequenza che nessuno ascoltava,stava trasmettendo vecchie canzoni. Sul prato accanto allo stereo,Thomas e Freda avevano preparato tutto per il pranzo e Huch, un bellissimo pastore tedesco, saltellava allegro attorno ad un albero.

    Il luogo piu' bello che avessero visto in vita loro, il luogo dei sogni, delle favole e delle belle speranze. Distesa sull'erba fresca,Freda pensava al futuro:era appena partita ma l'aria che respirava le sembrava gia' un'altra, sperava di essersi liberata della vecchia vita e guardava avanti, alle cose che l'attendevano, con lo sguardo fiducioso e innamorato.Rose selvatiche, questi fiori cosi' particolari, che ricordano il paradisiaco giardino dell'eden e l'infernale rogo delle streghe, erano su tutte le pagine del suo blocco dei disegni;erano molti i pensieri che le affollavano la mente, ma c'era una cosa che l'entusiasmo le aveva fatto dimenticare: l'effetto del sedativo presto sarebbe svanito e cosi'  anche l'illusione, l'idea di una vita diversa, lontana dalla banale mediocrita' del mondo che la circondava. Dove stesse andando non lo sapeva.

    "Si puo' partire senza una meta? "Freda se lo chiedeva allora. Mentre Huch,un cane poliziotto, la stava annusando,un camion blu, che l'aveva presa ancora incosciente, la stava trasportando all'ospedale psichiatrico da cui la notte precedente era fuggita,eludendo la sorveglianza. Quando si riprese era gonfia di rabbia, cercava ancora il suo Thomas e inutilmente chiamava quel nome.

    L'eroina, amata e odiata compagna,glielo aveva strappato, lo aveva portato via da lei. Freda era dipendente da entrambi e ora che si sentiva cosi' sola non voleva altro che ritrovarli. Pianse a lungo e si addormento'.

    Si trovo' sdraiata su un soffice manto d'erba, in un luogo incantevole, il luogo piu' bello che avesse mai visto, il luogo dei sogni, il regno dei morti...

    e Thomas era con lei.

     

     

               

                    

           

    LA FARFALLA BIANCA(LEGGENDA GIAPPONESE)

     

     

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    In una casetta dietro il cimitero del tempio di Sozanji viveva un vecchio di nome Takahama. Era molto amabile e piaceva a tutti i suoi vicini, anche se molti di essi lo consideravano un po’ pazzo. A quanto sembra la sua pazzia consisteva semplicemente nel fatto che non si era mai sposato e non aveva mai mostrato desiderio di restare in intimità con una donna.

    Un giorno di estate si ammalò tanto gravemente, che mandò a chiamare la cognata e il figlio di lei. I due arrivarono e fecero tutto ciò che potevano per dargli sollievo nelle sue ultime ore. Mentre lo vegliavano, Takahama si addormentò.

    Poco dopo una grande farfalla bianca volò dentro la stanza e si posò sul cuscino del vecchio. Il ragazzo cercò di cacciarla via, ma quella tornò tre volte, come se fosse riluttante ad abbandonare il malato. Alla fine il nipote di Takahama riuscì a farla uscire in giardino e a farle attraversare il cancello fino a farla entrare nel cimitero, dove si posò sulla tomba di una donna e misteriosamente scomparve. Osservando la tomba, il giovane trovò il nome “Akiko” scritto su di essa, insieme a un epitaffio che raccontava come Akiko era morta all’età di diciotto anni. Benché la tomba fosse ricoperta di muschio e sembrasse costruita decenni prima, il ragazzo notò che era circondata di fiori e che il piccolo serbatoio dell’acqua era stato riempito di recente.

    Quando il giovane tornò alla casa, Takahama era ormai spirato. Si rivolse alla madre e le raccontò quello che aveva visto nel cimitero.

    «Akiko?» mormorò la madre. «Quando tuo zio era giovane, fu fidanzato con Akiko. La ragazza morì di tubercolosi proprio il giorno prima delle nozze. Quando lasciò questo mondo, tuo zio decise che non si sarebbe mai sposato e che avrebbe vissuto per sempre vicino alla sua tomba. Per tutti questi anni ha mantenuto la sua promessa e ha conservato nel cuore tutti i dolci ricordi del suo unico amore. Tutti i giorni Takahama si recava nel cimitero, sia che l’aria fosse profumata dalla brezza dell’estate, sia che fosse appesantita dalla neve che cadeva d’inverno. Tutti i giorni pregava che lei fosse felice, bagnava la tomba con le sue lacrime e portava dei fiori. Adesso che Takahama stava morendo e non poteva più svolgere il suo compito amoroso, Akiko è venuta per lui. Quella farfalla bianca era la sua anima dolce e innamorata».

               

           

           

    Premio Arte y Pico:grazie di cuore!

     

     

     

    Premio Arte y Pico 
     
    img365/2531/y1ptuhxudkoutfyqszjj4kljm6.jpg 

    Ringrazio per questo splendido quanto inaspettato premio:

    1)Strawberry http://strawberryfieldforever.spaces.live.com

    2)Emy  http://noemyt1986.spaces.live.com

    3)Antonella http://lellavale76.spaces.live.com

    4)Anna  http://ali-di-farfalla08.spaces.live.com/

    5)Lena  http://cantinhodalena2008.spaces.live.com

      6)Adriana http://Midnight---dreams.spaces.live.com/

     

    REGOLAMENTO PER CHI RICEVE QUESTO PREMIO:

    1) Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!

    2) Ogni premio assegnato deve avere il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, cosi che tutti lo possano visitare

    3) Ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato

    4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO http://arteypico.blogspot.com/ dove nasce l'iniziativa

    5 Pubblicare le regole

     

    Ok allora...vediamo chi premiare...Premetto che avrei voluto premiare coloro che me lo hanno consegnato,x la bellezza e la cura dei rispettivi spaces...ma non sapendo se il regolamento lo permetta,premierò 5 blog diversi.,nella consapevolezza che non sarà semplice,visto che ne vorrei premiare molti,molti di più!

     

    1)Cinzia http://mylife1970italy.spaces.live.com

    2)Verdiana http://lefatedeiboschi.spaces.live.com

    3)Arwen http://arwendolceelfetta.spaces.live.com

    4)Angelica http://angelicacatwomen1960.spaces.live.com/

    5)Sabrina http://blogdipiccolaluce.spaces.live.com

     

    AVVISO IMPORTANTE!

    Scusate se da un po di giorni sembro un pò assente...tranquilli,non vi ho dimenticati,è solo che ho da poco intrapreso un lavoro ed ho poco tempo da dedicare allo space...ma ciò non toglie che vi porto sempre nel mio cuoricino,cari amici ed amiche di blog!

    VI VOGLIO BENE,

    ALE

     

    Secondo avviso importante!

    Venite a visitare il mio secondo space!

    Vi aspetto numerosi

    http://elvenpath76.splinder.com/

    TRAMONTO DI UN'ANIMA

     

     

     

    Una calda sera d'estate. Dorian sedeva al tavolo, con il viso rivolto verso la finestra e con un bicchiere di grappa davanti,l'unico compagno rimastogli a scaldarlo, negli ultimi tre anni. Tanti ne erano trascorsi da quando Emily, sua moglie, aveva perso la battaglia contro il mostro che, crescendo dentro di lei, l'aveva divorata lentamente, fino ad ucciderla. Avevano trascorso insieme trentotto anni di matrimonio,durante i quali avevano sempre diviso e condiviso tutto. Avevano avuto un solo figlio, Andrew, che adesso aveva trentacinque anni e che, per motivi professionali e sentimentali, viveva all'estero con la moglie Patricia, inglese.

    Dopo la morte di Emily, le già saltuarie visite di Andrew si erano rarefatte, vuoi per la distanza, vuoi perché la sua nuova famiglia aveva bisogno di lui. Anche i contatti telefonici si erano diradati. Questa situazione aveva contribuito a deprimere Dorian ancor più;egli si sforzava di giustificare il figlio, con gli impegni di lavoro e la vita molto attiva che svolgeva, ma in cuor suo si sentiva abbandonato ed era rammaricato di non essere diventato ancora nonno.

    Il demone della solitudine si era, in maniera subdola e strisciante, impossessato di lui. Anche le amicizie più assidue, con la perdita di Emily, che rappresentava l'elemento catalizzatore della loro vita di relazione, si erano gradualmente affievolite. La sua lenta e progressiva dipendenza dall'alcool peggiorava la situazione, per le frequenti alterazioni del suo umore che essa provocava.

    Tutti questi pensieri si agitavano nella sua mente, ancor lucida, mentre stava seduto immobile di fronte alla finestra. Questo suo stato di fissità durò per parecchi minuti. All'improvviso, si alzò di scatto e decise di uscire... Erano trascorsi molti giorni dall'ultima volta che l'aveva fatto. L'aria della sera era dolce e la temperatura gradevole. I rumori della cittadina si erano attenuati e le luci delle strade, dei negozi e delle case si accendevano in sequenza, come se si rincorressero l'un l'altra, in un gioco festoso.

    Dorian aveva ben chiaro dove andare... l'odore del mare intanto iniziava ad essere percepito dalle sue narici. Quante volte con Emily, in sere d'estate simili a quella, avevano percorso la strada che porta al mare, per poi proseguire sulla spiaggia, camminando sulla battigia, con la tenerezza di due innamorati, mano nella mano, divertendosi ad evitare che la risacca bagnasse loro le scarpe. Per questo motivo, spesso  si  toglievano  le scarpe,portandole in mano, e si  rincorrevano sulla spiaggia, per poi tirarsi l'acqua addosso. Ripetevano spesso questo infantile, quanto tenero gioco, che li faceva sentire felici e spensierati... Dorian giunse sulla spiaggia quando era ormai buio. La luna si era appena levata all'orizzonte. Dorian si  diresse verso il bagnasciuga, ripercorrendo i passi ed i movimenti fatti tante volte con Emily. Si tolse le scarpe e riscopri' le sensazioni che i piedi immersi nell'acqua  gli trasmettevano un tempo. Queste sensazioni ed i ricordi dei tempi felici, lo proiettarono lentamente e senza che se ne rendesse conto, in una dimensione dell'anima, in cui tutto diventava possibile e nella quale il tempo era un'entità statica, senza più passato, presente e futuro.

    Continuò a camminare sulla sabbia, ma  adesso non era più solo:la sua mano libera era stretta a quella di Emily che camminava al suo fianco. Emily e Dorian raggiunsero un'ansa della spiaggia, dove erano soliti appartarsi, come due ragazzini ai primi incontri amorosi. Scivolarono dietro gli scogli e si adagiarono sulla fine sabbia che si modellava dolcemente sui loro corpi, appena illuminati dai pallidi raggi lunari.

    Il sole era sorto da poco e la spiaggia cominciava a rischiararsi. "Venite, Venite, c'è un uomo steso sulla spiaggia, forse sta male!" Urlò un ragazzo, affacciato dal muretto che separava la strada dalla spiaggia. Accorsero diverse persone. "Chiamate l'ambulanza!" Gridò qualcuno.

    Un medico che si trovava li'vicino Scavalcò il muretto senza esitazioni, si avvicinò a Dorian; posò la borsa sulla sabbia e poggiò due dita sul collo,per verificare il suo stato...comprese subito che era morto. Il suo volto era già pallido, ma su di esso si era fissato un sorriso di serenità e di pace. Accanto al corpo c'erano le sue scarpe, in perfetto ordine;appaiate e in bell'ordine anch'esse, un altro paio di scarpe da donna.

               

           

      

    TOP STRAWBERRY WRITE-MAGGIO 2008

     

     

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     αωαя∂"тσρ ѕтяαωвєяяу ωяιтє"∂ι мαggισ:

    υи gяαzιє ∂ι ¢υσяє

    αℓℓα мιтι¢α ∂ιяє¢тσяу "ѕтяαωвєяяу fιєℓ∂ fσяєνєя" χ qυєѕтσ fανσℓσѕσ ρяємισ! 

     

     

      ιитєяνєитσ ρяємιαтσ: ℓ'αиgєℓσ є ιℓ ναмριяσ

     

     

    ℓα вєℓℓα є ℓα вєѕтια

     

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    яι¢σя∂ι ℓα ρяιмα νσℓтα ¢нє ∂αиzαммσ ιиѕιємє?

    яαммєитι ℓα иσттє

    ιи ¢υι fα¢єѕтι ѕναиιяє ℓα мια вяυттєzzα?

    ℓα иσттє ιи ¢υι мι ℓαѕ¢ιαѕтι

    ¢σи υи вα¢ισ ¢σѕì gєитιℓє...

    α∂єѕѕσ яιмαиє ѕσℓσ

    υи'єѕѕєиzα ∂ι вєℓℓєzzα ∂ιмєитι¢αтα.

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    αнι,яι¢σя∂σ αи¢σяα qυєℓℓα иσттє...

    ℓα ℓυиα є ι ѕσgиι ¢нє αввιαмσ ¢σи∂ινιѕσ,

    ℓα мια zαмρα тяємαитє иєℓℓα тυα мαиσ,

    ѕσgиαи∂σ qυєℓℓє тєяяє ∂єℓ иσя∂,

    тσ¢¢αи∂σтι ¢σи ιℓ вα¢ισ ∂ι υиα вєѕтια...

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    ѕò ¢нє ι мιєι ѕσgиι ѕσи fαттι ∂ι тє,

    ∂ι тє є ѕσℓσ ρєя тє...

    ιℓ тυσ σ¢єαиσ мι тяαѕ¢ιиα gιù,

    ℓα тυα νσ¢є мι fα α ρєzzι...

    αмαмι αи¢σяα,

    ρяιмα ¢нє ℓ'υℓтιмσ ρєтαℓσ ¢α∂α!

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    ¢σмє υи ¢ιєℓσ ѕєиzα ѕтєℓℓє,

    ¢σѕι'ιℓ мσи∂σ ѕαяєввє χ мє,

    ѕєиzα qυєℓ тυσ вα¢ισ ѕιи¢єяσ...

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    мα ρσι¢нè ιℓ тυσ ¢υσяє è σ¢¢υραтσ,

    ιℓ мισ αмσяє ρєя тє

    α∂єѕѕσ ∂єνє ѕριяαяє...

    ρєя∂σиαмι,

    нαι вιѕσgиσ ∂ι ριù ∂ι qυєℓℓσ ¢нє ρσѕѕσ σffяιятι...

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    qυєℓ ¢нє нσ ѕємρяє ¢єя¢αтσ,

    мαι ανяò,

    ρєя¢нè ¢нι ρσтяà мαι ιмραяαяє 

    α∂ αмαяє υиa вєѕтια?

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    ρєя qυαитσ ѕιαиσ fяє∂∂ι

    ιℓ νєитσ є ℓα ρισggια,

    ѕαяò ℓα' ρєя αℓℓєνιαяє ℓє тυє ρєиє;

     ρєя qυαитσ ѕιαиσ ¢яυ∂єℓι

    gℓι ѕρє¢¢нι ∂єℓ ρє¢¢αтσ,

    яι¢σя∂α,

    ℓα вєℓℓєzzα ѕι тяσνα ∂єитяσ.

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    ρєя ѕємρяє ιℓ ℓυρσ ¢нє ¢'è ιи мє

    ∂єѕι∂єяєяà ℓ'αgиєℓℓσ ¢нє è ιи тє...

     

    (ιѕριяαтα α∂ υиα ¢αиzσиє ∂єι иιgнтωιѕн)

     

               

           

    LA MIA DONNA

     

     

     

     

    La donna che voglio

    non è di questo mondo

    Forse nemmeno esiste,

    eppure la riconoscerei fra mille;

    La mia Lei

    non l'ho ancora conosciuta...

    ne ho avute tante,

    ma come Lei nessuna.

    E aspetto,

    aspetto in tutti i chiari di luna

    che il mio Angelo si presenti a me,

    immacolato

    dopo un volo spiccato

    direttamente dalle stelle...

    e mi si posi a carezzar la pelle,

    il fiato

    Ma non m'importa ora Lei con chi sia,

    con chi abbia condiviso questa vita...

    La nostra vita è oltre mille anàgrafi

    ed oltre questo tempo così ingrato...

    E non contano i suoi uomini, o i suoi figli,

    nè proprietà,

    o i suoi titoli ...

    Conta invece che al di là di queste vite

    ci ritroveremo tutt'e due,

    un giorno

    e la nostra storia non avrà più fine.

    In questa fede m'addormento la notte.

    So che possiamo rinascere assieme,

    riappartenerci l'un l'altra

    dopo esserci appartenuti in un'altra vita

    quando ci conoscevamo già,

    perchè la storia delle nostre anime innamorate

    non debba più aspettare.

    Siamo le due metà di una stessa vita

    e il nostro Amore oltre ogni vita vivrà...

     

               

           

    LA BANDIERA FATATA DEI MACLEOD

     

      

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    Il vecchio castello di Dunvegan, nell’isola di Skye, è bagnato su tre lati da un mare freddo e grigio.

     Per centinaia di anni è stato la dimora dei Capitani del Clan MacLeod e del loro bene più prezioso: una striscia di seta color giallo pallido, la Bandiera Fatata, che appartiene al Clan dalla lontana notte in cui nacque un piccolo capitano dei MacLeod.

    Quella notte tutta l’isola era pervasa dalla più grande gioia e sulle colline vennero accesi cosi'tanti falò che gli abitanti delle isole vicine credettero che l’isola si fosse incendiata! Nel castello l’intero Clan si era riunito per festeggiare e in ogni stanza si poteva incontrare gente festante e danzante,tranne che in una piccola torretta in cima ad un’alta scala, dove la balia Morag tentava di far addormentare il piccolo erede, dondolando avanti e indietro la culla di legno.

     

    Una giovane dama inviata dalla madre entrò a vedere se il neonato dormiva e, osservando il suo placido sonno, disse a Morag: “Sei l’unica che ancora non ha potuto festeggiare la nascita dell’erede! Non vedi? Dorme! Mi offro io di vegliarlo, mentre scendi un po’ a divertirti anche tu!”.

     

    La vecchia Morag esitava, ma infine si lasciò convincere, pregando la dama di chiamarla se il bambino si fosse svegliato. Questa si sedette ed iniziò a dondolare la culla, ma non si accorse che pian piano lo scialle che Morag vi aveva deposto sopra scivolava per terra. Il bambino cominciò a piangere, sempre più forte, senza che la giovane riuscisse a calmarlo, mentre cercava di chiamare Morag, ma la musica era troppo forte e infine, depostolo nella culla, la dama scese a cercare la bambinaia. Il pianto era ormai disperato quando una dolce nenia cominciò a diffondersi nell’aria e mani fatate avvolsero il piccino al riparo dal vento freddo…Così lo trovò Morag, addormentato tra le braccia della Regina delle Fate che, vedendo l’espressione allarmata della donna: “Ferma Morag!” esclamò “la stoffa che lo avvolge non gli farà del male! E’ più calda di qualsiasi coperta e inoltre lo proteggerà da ogni pericolo. Salverà l’erede dei MacLeod nel momento di maggior pericolo,se sarà fatta sventolare sulle mura del castello, ma attenta! Potrà essere utilizzata solo tre volte, poi le fate la reclameranno! Ricorda Morag, tre volte!”.

     

    Molti anni dopo, nel XV secolo, il castello di Dunvegan venne assalito da feroci guerrieri che avevano invaso Skye dalle isole vicine; i MacLeod furono decimati e ormai erano prossimi alla sconfitta. All’ultimo momento, il loro capitano si ricordò della leggenda e appena la Bandiera sventolò sui bastioni, un esercito di soldati-ombra si materializzò sbaragliando i nemici . Lasciando i MacLeod vittoriosi sul campo, i guerrieri si dissolsero nell’aria. Lo stesso episodio si verificò circa cento anni dopo.

    La Bandiera è stata così issata due volte e ancora per una può spiegare il suo potere: si dice che essa sia tuttora nascosta nel castello di Dunvegan, mentre le fate aspettano di tornare a reclamarla.

     

               

           

    A PROPOSITO DELLA SCOPERTA DELL'ANELLO

     

     

     

     

    Un giorno si presentò alla porta di Bilbo il grande Stregone,Gandalf il Grigio,accompagnato da tredici nani,tra i quali nientemeno che Thorin Scudodiquercia,discendente di re.

    Benchè sbalordito ed incredulo,Bilbo parti'con loro,in una mattina d'aprile del 1341(Calendario della Contea)alla ricerca del gran tesoro appartenuto ai re dei nani.Si diceva che fosse stato seppellito sotto la Montagna,nella valle a sud di Erebor.Il drago di guardia al tesoro fu ucciso.La spedizione fu coronata da un brillante successo.

    Tuttavia,nonostante la battaglia dei Cinque Eserciti,durante la quale Thorin e molti altri valorosi cavalieri persero la vita,l'impresa non avrebbe avuto molto rilievo nella storia,se non si fosse verificato uno strano incidente.

    Il gruppo diretto verso le terre selvagge fu assalito dagli orchetti in un alto valico delle Montagne Nebbiose;durante la lotta Bilbo si smarri' nelle profonde miniere nere degli orchetti.Brancolando nel buio,posò una mano in terra,e gli capitò di trovare un anello.Gli parve,allora,un semplice caso,e si mise l'anello in tasca.Cercando una via d'uscita,Bilbo giunse alla fine della galleria,nel ventre della montagna.

    In quel luogo viveva Gollum,lontano dalla luce del giorno,su un isolotto in mezzo a un gran lago ghiacciato.Era un piccolo essere ripugnante:adoperava i grandi piedi piatti come remi,per muovere una piccola barca,mentre con pallidi occhi fosforescenti osservava i pesci ciechi che le sue lunghe dita afferravano ed infilavano,ancora vivi,in bocca.Mangiava ogni essere vivente che riusciva a catturare e strangolare,persino gli orchetti.

    Possedeva un tesoro segreto venuto in suo possesso molti anni prima,quando viveva ancora alla luce:un anello d'oro capace di rendere invisibile colui che lo portava.Era l'unica cosa che amava,il suo"talismano" col quale parlava e discuteva anche quando non l'aveva con sè.Di solito lo teneva nascosto nel suo isolotto,al sicuro in un buco,fuorchè quando cacciava o spiava gli orchetti al lavoro nella miniera.

    Gollum avrebbe certo subito attaccato Bilbo se avesse avuto con sè l'anello al momento del loro incontro.Invece era l'hobbit ad avere un'arma,un coltello elfico che adoperava a mò di spada.Per guadagnare tempo,il mostro lo sfidò al gioco degli enigmi:se Bilbo non fosse riuscito a risolvere gli enigmi,egli l'avrebbe ucciso e divorato;nel caso contrario,sarebbe stato lui a fare qualcosa x Bilbo:gli avrebbe mostrato la via d'uscita dalla galleria.

    Bilbo,smarrito nel buio,senza speranza,incapace sia di avanzare che di tornare indietro,accettò la sfida.Alla fine fu Bilbo a vincere,più per fortuna(sembra)che per intelligenza;infatti,non sapendo più cosa chiedere,ed avendo inavvertitamente toccato l'anello raccolto nella galleria,domandò:"che cos'ho in tasca?";Gollum,pur avendo dato tre risposte,non riusci'a trovare quella giusta e quindi fu irrevocabilmente tenuto a rispettare la promessa.

    Bilbo,colto dall'improvvisa idea che quella viscida creatura potesse essere falsa e bugiarda,pregò vivamente Gollum di mantenere la parola.Ma dopo anni di buio,il cuore di Gollum era diventato nero e in lui covava la falsità:fuggi'furtivamente sulla sua isoletta in mezzo alle scure acque,di cui Bilbo ignorava l'esistenza.Li',pensava,c'era il suo"talismano" che l'avrebbe protetto e confortato,ora che si sentiva furioso ed affamato.Ma l'anello era sparito;l'aveva perso,glielo avevano rubato!

    Mandò un urlo che fece rizzare i capelli sulla testa di Bilbo,il quale non aveva però capito cosa fosse successo.Un'idea balenò improvvisamente nella mente di Gollum:"Ecco che cosa aveva in tasca!"gridò,e si precipitò per uccidere l'hobbit e riprendersi il suo tesoro.

    Nell'oscurità gli occhi di Gollum brillavano come una fiamma verde.Bilbo si accorse del pericolo giusto in tempo per fuggire su per la galleria lontano dal lago:e di nuovo la sua buona stella lo salvò.Mentre correva,mise una mano in tasca e l'anello gli si infilò dolcemente al dito.Gollum lo sorpassò e si mise a guardia dell'uscita per impedire al ladro di scappare.Bilbo,seguendo stancamente il mostro che imprecava e piagnucolava,indovinò il segreto dell'anello:aveva trovato lui il magico amuleto e con esso il modo di sfuggire agli orchetti e a Gollum.La speranza fu come una luce nell'oscurità!

    Infine arrivarono davanti ad un'apertura pressochè invisibile che conduceva alle uscite inferiori della miniera,sul lato est della montagna.Gollum si mise in agguato e Bilbo fu tentato di ucciderlo con la spada.Ma la pietà glielo impedi',ed egli non volle che l'anello,unica sua speranza di sopravvivenza,gli servisse per uccidere una creatura impaurita ed in situazione di svantaggio.

    Raccogliendo tutte le proprie forza,saltò al di là di Gollum nel buio,e scappò giù per il passaggio,inseguito dalle grida di odio e di disperazione del suo nemico:"Al ladro!al ladro!Baggins!Sia maledetto in eterno!".

    Grazie all'anello,Bilbo riusci' anche a fuggire lontano dagli orchetti,raggiungendo i compagni.Adoperò l'anello molte altre volte prima di rientrare a casa,specialmente x venire in aiuto degli amici,mantenendo tuttavia il segreto per quanto gli fu possibile.

    Al suo ritorno ne parlò unicamente a Gandalf e a Frodo;nessun altro della Contea conosceva l'esistenza dell'anello,o perlomeno cosi'egli credeva...

    Al suo ritorno,Bilbo appese la spada Pungolo sul camino e prestò ad un museo,e precisamente al Palazzo Mathom di Pietraforata,la meravigliosa armatura proveniente dal tesoro del drago e regalatagli dai nani.Ma conservò in un cassetto di Casa Beggins l'antica mantella con cappuccio che aveva portato durante il viaggio,e in tasca,assicurato ad una catenella,il prezioso anello,che non lasciava mai.

    (J.R.R.TOLKIEN-"IL SIGNORE DEGLI ANELLI")

     

               

           

       

    LETTERA DI UNA MADRE

     

     

     

    Gioie, lacrime,felicità,

    delusioni,paure, angosce,

    orgoglio, sofferenza, dolore

    e poi di nuovo gioie,soddisfazioni...

     Un figlio ti dona gioie e lacrime

    ti elargisce delusioni e paure

    ti regala angosce e orgoglio

    ti da sofferenze e soddisfazioni...

     ti spacca il petto

    il bisogno di proteggerlo;

    ti annienta il saperlo solo

    nel mondo,

     ti dona la vita il suo sorriso,

    ti spalanca il cuore la sua voce ,

    ti odi per ogni sua lacrima,

    per ogni sua sconfitta.

    Ma immenso per il mio cuore

    è poter vedere ogni giorno

    i tuoi occhi,

    ricevere un tuo sorriso,

     ascoltare la tua voce ,

    sentirti ancora mio

    anche quando andrai per il mondo

    sulle tue gambe ormai sicure,

    capire quanto vali

    e sentirmi sciocca e ridicola

    davanti alla tua logica.

    Gioire dei tuoi successi

    e soffrire delle tue pene...

    un cuore di mamma brilla solo alla luce

    della stella che ha creato.

    Stella mia,trionfa nel firmamento

    e vivi senza mai deludere te stessa;

     mieti successi e glorie ,

    impara dai tuoi errori e da quelli degli altri ,

    fai tesoro dell'esperienza,

     resta sempre col cuore pulito

    rispetta e fatti rispettare

    ama e odia,

    ma non odiare mai

    la vita che ti ho donato...

     Il giorno in cui non rispetterai la tua vita

    sappi che quel giorno

    mi avrai uccisa

     

    (Dedicata a tutte le mamme del mondo...

    Auguri di cuore!)

     

     

          

           

       

    IL CLOWN

     

     

     "Essere allegri non significa necessariamente essere felici.

     Talvolta si ha voglia di ridere e scherzare

    per non sentire che dentro si ha voglia di piangere"

    (J.Morrison)

     

     

    È un clown,

    dal viso coperto di cerone bianco,

    una bocca vermiglia

    in un sorriso aperto e franco,

    un naso grande, grosso,

    rosso ciliegia,

    un informe vestito variopinto

    di cui si fregia.

    Questo il suo aspetto,

    ma quel ch'è strano

    nessuno s'accorge

    del suo cuore umano.

    Scherzi, frizzi,

    capitomboli e lazzi

    per far ridere tutti,

    nonni e ragazzi!

    ma il suo cuore è triste...

    lui dona amore

    ma nessuno sembra ricambiarlo.

    "Son qui" par che dica

    "ho bisogno d'amore anch'io"

    ma nessun l'ascolta...

    il clown di lacrime

    ha coperto il viso

    nascoste dalla maschera

    e da quel sorriso...

    a lui son richieste sol capriole,

    ilarità, sberleffi

    sotto il riflettore...

    questo è il clown,

    e questo il suo cuore:

    spera sempre che ad ogni spettacolo

    fiorisca l'amore...

    La musica sale...

    la rappresentazione deve iniziare...

    va vecchio

    romantico clown...

    e continua a sognare.

     

          

           

           

    IL MARCHIO DEL LUPO-ULTIMA PARTE

     

     

     

     

    I mesi passarono e per Jhon giunse il fatidico giorno delle nozze.

    La chiesa di Glendoun era affollata all'inverosimile e piena di personaggi di spicco. -"Siamo qui'riuniti x benedire l'unione di questi 2 giovani...se c'è qualcuno che ha motivi di opporsi a questo sacro vincolo,che parli ora o taccia x sempre!"il prete aveva appena finito di pronunciare la formula di rito,quando una voce inaspettata ruppe il silenzio

    -"Io ho qualcosa da dire!"

    I presenti si voltarono verso l'uscio della chiesa e videro una donna molto deperita nel fisico ma dallo sguardo ancora fiero.Ritta davanti ai loro sguardi increduli stava Erin, con in braccio un neonato.

    "Come osi entrare in questo luogo sacro,seme del demonio?La creatura che porti con te è figlio del lupo!"gridò Gareth Cameron."Portatela via,subito!!!"Urlò,rivolgendosi alle sue guardie.

    La folla intanto si era accalcata attorno alla donna, mentre le guardie tentavano di portarla via di peso.Ma nella confusione generale,il bambino,caduto dalle braccia della madre,fu calpestato a morte dalla folla che imprecava inferocita contro la donna.

    Quando ci si accorse della tragedia,tutti rimasero in silenzio,ammutoliti;anche le guardie,impietrite dallo sguardo disperato della madre,mollarono la presa.

    Subito Erin si gettò in ginocchio accanto al figlioletto esanime,stringendolo al suo petto;poi i suoi singhiozzi furono interrotti da un silenzio terribile.La donna si era alzata in piedi e stava immobile tenendo in braccio il figlioletto morto.Lo accarezzò teneramente,mentre dai suoi occhi scendevano,copiose,le lacrime

     -"Jhon Cameron!"disse ad un tratto,puntando lo sguardo furente verso il giovane

    "Jhon Cameron...tu hai rifiutato il mio amore e il suo frutto...in nome di questa creatura innocente che hai calpestato nel sangue,io ti maledico!E sia maledetta la tua razza nei secoli!Quando la luna mostrerà tutto il suo volto,il primo dei Cameron ricorderà quello che è stato:una belva!"

    Mentre tutti stavano in silenzio,in preda al terrore,Gareth Cameron fece condurre via dalle sue guardie la donna.Erin venne arsa viva con l'accusa di stregoneria. Dopo un rito di purificazione x scongiurare il sacrilegio,tutta la cittadinanza partecipò ai festeggiamenti x le nozze.

    "Uomini del clan!Fratelli Mcquay!Oggi,giorno della prima luna d'estate,Jhon Cameron non è solo uno sposo felice,ma ha anche raggiunto l'età x diventare capo della nostra famiglia!"gridò esultante il vecchio Gareth.

    "Amici,brindate con me al PRIMO dei Cameron!".

    Qualche ora dopo,Jhon giaceva nel suo letto con la moglie,ma ripensava alle parole di Erin"Quando la luna mostrerà il suo volto,il primo dei Cameron ricorderà quello che è stato:una belva!".

    Di colpo cominciò a sudare....le mani gli tremavano...un sinistro ululato e poi un urlo straziarono il silenzio del palazzo.

    Gareth Cameron accorse subito nella stanza del figlio e rimase impietrito dal terrore!Jhon stava seduto sul letto,completamente nudo,tremante e coperto di sangue;accanto a lui,giaceva il corpo sgozzato della moglie.

    Più tardi i medici accertarono che la vittima presentava su tutto il corpo morsi evidenti di un lupo...un lupo eccezionalmente grande.

    -"Mio Dio,che hai fatto,Jhon?"gridò suo padre afferrandolo x le spalle.

    -"il lupo...il lupo si è risvegliato!"riusci' a malapena a dire il giovane

    La vendetta di Erin era stata consumata.

     

    (ISPIRATO A"LICANTROPIA",DYLAN DOG)